| Documento di presentazione della candidatura di Francesco Mileno a Segretario Regionale dei GD ER |
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| Scritto da Carmine Casella |
| Venerdì 23 Gennaio 2009 18:18 |
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INTRODUZIONE: Il contenuto di questo documento è da ritenersi una base di partenza che, presentando le linee guida principali, vuole attivare quel processo di confronto e scambio reciproco di idee necessario alla futura giovanile. L’apertura, quindi, a modifiche e aggiunte è da ritenersi non solo gradito, ma il ’modus operandi’ che mi auspico possa esserci in futuro. Negli ultimi 15 anni la situazione politica italiana ha subito uno stravolgimento a causa dei vari fatti accaduti tra la fine degli anni ’80 e gli inizi dei ’90, con la caduta del muro di Berlino e, poi, con Tangentopoli, che hanno trasformato profondamente il sistema politico del nostro paese. Il centro-sinistra si è trovato frammentato al suo interno in partiti e movimenti che, con l’andare del tempo, si sono uniti in coalizioni variegate basate quasi unicamente sul loro essere anti-qualcosa e non in favore di qualcosa. In questo stesso periodo, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, si è raggiunta una reale alternanza delle coalizioni al governo del paese. Purtroppo, però, i governi di centro-sinistra succedutisi non hanno mai trovato quella continuità necessaria per dare un volto nuovo e moderno al paese. I due governi Prodi (1996_2006) sono sempre stati vittima dell’eccessiva varietà interna delle coalizioni di cui erano composti, che non ha permesso l’attuazione dei programmi di governo. L’esperienza dell’Ulivo ha dimostrato che servono nuove forze, un riformismo dinamico e un ricambio nella classe politica. Il Partito Democratico è nato proprio come ambizioso progetto atto a superare queste difficoltà, a unire i percorsi riformisti che sono andati sviluppandosi in questi ultimi anni della politica italiana. Questo Partito è un’opportunità che non ci si può permettere di lasciarsi sfuggire. Ad oggi, però, a livello nazionale la situazione non è più quella di un anno fa. Questo significa che è necessario un cambio di passo, affinché il progetto del PD venga effettivamente realizzato e rafforzato. Per quanto riguarda l’Emilia Romagna la situazione è completamente diversa: un partito che ha ormai completato la fase di radicamento territoriale ci permette di avere una situazione completa per agire in piena tranquillità. Questo però non vuol dire che resteremo immuni da un sentimento di sfiducia che dal nazionale ricade anche sul nostro territorio: è per questo che, oltre al partito regionale, abbiamo bisogno anche di un’organizzazione giovanile che sappia raccogliere le istanze del territorio, analizzarle e soprattutto provare a dare delle risposte chiare e coraggiose, sia ai nostri sostenitori che come contributo al dibattito interno al nostro partito: in breve, occorre prepararsi ad essere una giovanile seria e soprattutto utile. STRUTTURA: Pensando all’organizzazione giovanile del PD il primo intento che ci viene è prendere spunto dalle caratteristiche delle precedenti giovanili dei partiti costituenti, rilanciarne i lati positivi e rafforzare i punti di debolezza per costruirne una nuova che sia dinamica nel proporre temi, agile nel prendere decisioni e snella nella struttura; per permettere un’elaborazione politica di alta qualità ed efficacia. Per questo occorre prevedere diversi livelli di discussione, analisi e promozione:
Dovrà essere il vero organo di direzione e discussione politica con forte rappresentatività territoriale. Tale organismo dovrà prevedere una rappresentanza di tutte le anime e le sensibilità che compongono il PD nei singoli territori. La composizione verrà stabilita secondo procedure che verranno statuite attraverso il lavoro della commissione elettorale regionale tenendo conto, vista la proposta portata avanti all’assemblea nazionale in primis dalla nostra regione, dei criteri utilizzati a livello nazionale con la raccomandazione di procedere in tempi certi.
Ha funzione operativa sulle diverse tematiche che evidenziano le peculiarità e le eccellenze dei singoli territori, rappresentando quindi le specificità di quest’ultimi. La segreteria avrà il ruolo di coordinare e promuovere gli elaborati nei territori per arrivare a costruire un serio e valido profilo regionale da mettere a disposizione del partito e della generazione che rappresentiamo. Sarà fondamentale scegliere profili in base a scelte meritocratiche.
Il tavolo di coordinamento dei segretari, composto dai responsabili dei territori, avrà la funzione di sintesi politica e confronto sulle varie particolarità dei singoli territori. Per questo avrà la responsabilità di sintesi e guida dell’organizzazione. Il Coordinamento sarà il luogo dove si individueranno le strategie dell’organizzazione partendo dall’analisi politica fatta dai diversi territori.
TEMI:
In un periodo di importanti e frequenti trasformazioni del sistema scolastico crediamo fermamente nella necessità di riforme strutturali per la scuola media in grado di educare gli uomini e le donne di domani. Le varie proposte degli ultimi anni non rappresentano una soluzione al problema della mediocre qualità dell'istruzione italiana, ma un peggioramento della situazione attuale volto meramente a tagliare i capitoli di spesa in bilancio senza investire veramente nel fondamentale ruolo che ha l’istruzione. Abbiamo bisogno di riforme che promuovano meritocrazia e efficienza, di un diverso sistema di reclutamento degli insegnanti ad ogni livello, di un sistema che sia capace di premiare gli educatori più validi. I soldi spesi per l’istruzione, quando producono cittadini consapevoli e capaci, sono investimenti per il nostro futuro e per il futuro dell’Italia.
Università è futuro, significa sviluppo, creare welfare; un’università alla quale la nostra costituzione assicura libertà di insegnamento e di ricerca e che svolge un ruolo sociale di promozione culturale. Sarebbe importante aumentare i fondi in modo meritevole e selettivo, portando l’investimento alla media europea del 1,6% di PIL destinato alla formazione universitaria. I finanziamenti pubblici devono avvenire attraverso una valutazione di ogni Ateneo che stabilisca i meriti e i difetti di ogni realtà. E’ necessario salvaguardare la natura pubblica del sistema universitario consapevoli che lo Stato deve essere l’erogatore del sistema della formazione, garantendo parità di condizioni all’accesso all’università, la qualità della didattica, i servizi a tutti gli studenti. Bisogna, inoltre, riformare il sistema del diritto allo studio, eliminando il numero chiuso all’accesso e prevedendo una selezione di merito durante tutto il percorso di studi, cosi come avviene in molti altri Paesi europei. E’ necessario investire nel reclutamento dei giovani ricercatori oggi precari, attraverso una profonda revisione delle carriere e del sistema del reclutamento dei docenti. L’offerta didattica va riformata in modo che il sistema sia più qualitativo e più attrattivo e collegato al mondo del lavoro. Il sistema universitario della nostra Regione è e rimane uno dei migliori in Italia, sia per la qualità della didattica sia per quanto riguarda la garanzia di diritto allo studio, però ancora molto c’è da fare per arrivare ad un sistema equo, meritevole e realmente formativo. Nelle università la giovanile del Pd non può non rapportarsi e confrontarsi con quelle associazioni che da anni rappresentano gli studenti, difendono i loro diritti, creano iniziative culturali e spazi di aggregazione, forniscono servizi aggiuntivi e fondamentali che la scuola e l’università non danno. Pensiamo ad esempio alle associazioni universitarie come la sinistra universitaria o studentesca e all’unione degli universitari. Anche in questo caso in Emilia Romagna queste realtà sono molto rappresentative e crediamo che si debbano aprire anche tra di loro momenti di confronto e di maggiore dialogo
Il lavoro nobilita l’uomo, ma con l’introduzione della Legge 30 l’uomo è diventato schiavo del lavoro, quando lo trova. Nessun passo avanti è stato fatto in questi anni su questo tema e non si è avuta nessuna sostanziale modifica della legge Biagi, la situazione che si palesa ai nostri occhi è quella di un Paese che sta arretrando e che da poche garanzie per il futuro. Siamo tornati indietro sulle tematiche della sicurezza, che ci ha portati ad un numero sempre maggiore di morti bianche. Non c’è garanzia per il futuro e i giovani italiani, a differenza dei coetanei europei, si trovano costretti a vivere sempre più a lungo in famiglia infatti si trovano senza una posizione lavorativa fissa e garanzie che permettano loro di poter costruire un futuro, una famiglia, e acquistare una casa. La profonda crisi che stiamo attraversando e che colpisce trasversalmente la società, deve portarci a trovare nuove risposte per quanti perderanno il lavoro e saranno cassintegrati, creando nuovi ammortizzatori sociali, tra i quali ad esempio asili gratis soprattutto per le giovani coppie, libri scolastici in comodato d’uso e ticket sui prezzi di prima necessità.
Da sempre si parla di ricambio generazionale della classe politica italiana, soprattutto in questo ultimo anno. La presenza dei giovani direttamente coinvolti nei luoghi decisionali, non solo sui temi giovanili, significa mettere in campo un progetto lungimirante che ci vede protagonisti. A livello regionale vediamo che questa dinamica è consuetudine, non come a livello nazionale dove si alternano sempre gli stessi attori. Le elezioni amministrative, alle porte per molte città e province della nostra regione, potranno essere un’opportunità che i Giovani Democratici dell’Emilia Romagna non dovranno farsi sfuggire. Gli obbiettivi all’orizzonte sono di due tipi: da un lato, il coinvolgimento dei giovani nelle liste per il rinnovamento degli organi istituzionali di ogni livello, dall’altro qualificare questa presenza nelle liste attraverso iniziative di sintesi politica e programmatica che vorremo mettere in campo. Le candidature dei Giovani Democratici non dovranno essere giustificate, in nessun caso, unicamente in base all’anagrafe, bensì sulla base di momenti di formazione ed elaborazione politica e programmatica: insomma, in base al merito. Per questo occorre un continuo confronto tra i giovani che nelle amministrazioni sono già presenti e l’organizzazione giovanile regionale. Da questo confronto potrà nascere un manifesto politico-programmatico di livello regionale che sia la base del programma che i candidati potranno integrare con le peculiarità del proprio territorio di competenza. Inoltre il confronto tra i candidati dovrà proseguire anche dopo le elezioni, per dare reale continuità al percorso di coinvolgimento e di scambio di esperienze che matureranno nei singoli territori.
Sono purtroppo ancora necessarie politiche volte all’affermazione e alla diffusione di una cultura basata sul riconoscimento e il rispetto dei diritti e della dignità della persona e sui principi della responsabilità. Partendo da uno sviluppo di una società che deve passare innanzitutto dalla valorizzazione dei talenti femminili nel mondo del lavoro e della politica, passando attraverso la creazione di strumenti che permettano un’effettiva uguaglianza e attraverso la predisposizione di una società a misura di donna: di una società, che guardi a se stessa anche con gli occhi di una donna. Inoltre, il filo conduttore che ci deve guidare in tutta la discussione è quello della laicità, un’idea di laicità come valore; valorizzazione delle diversità culturali, rispetto delle sensibilità e convinzioni di ciascuno, costruzione di uno spazio comune di cittadinanza fondato sui principi di libertà e responsabilità. Pensiamo che ci si debba confrontare sulla sfera dei rapporti tra l’individuo e la società, sulla questione famiglia/famiglie e la sessualità, sulla responsabilità delle donne. Temi delicati e rilevanti, quali il diritto/dovere al lavoro e alla sicurezza sul lavoro, il diritto/dovere alla tutela della salute e alla pensione e il diritto/dovere alla sicurezza sociale e parità di condizioni, molto spesso esistono infatti disparità ancora molto elevate nelle condizioni salariali e di accesso al lavoro.
La comunicazione sarà importantissima per la prossima giovanile e per questo merita un’analisi un po’ più dettagliata. Deve essere sviluppata sia verso l’interno che verso l’esterno, da una parte garantendo a tutti di poter essere informati sulle decisioni che si prendono all’interno dei nostri organismi e dall’altra che pubblicizzando il lavoro e le idee che mettiamo in campo. Dovremo dotarci di strumenti che ci permettano la realizzazione di questi obiettivi: in primo luogo la creazione di un sito il più possibile dinamico, graficamente accattivante e aggiornato sulle attività in agenda della giovanile. Il sito dovrà prevedere la disponibilità di una pagina per ogni federazione, autogestita, in modo tale che i territori possano comunicare le proprie attività e iniziative (senza dover necessariamente passare attraverso un webmaster) e sarà dotato di un forum comprensivo di chat per la comunicazione in tempo reale tra gli utenti. Sarà importante anche impegnarsi nel trovare nuovi mezzi di comunicazione più semplici e accessibili a tutti e, soprattutto, per favorire la visibilità della giovanile, delle sue attività e delle sue proposte, non andrà tralasciata la nostra presenza su giornali e media locali. Pensiamo ad una sorta di Ufficio Stampa, uno o più referenti che si occupino di inviare ai giornali i nostri materiali e che pongano attenzione agli avvenimenti nazionali e, in particolare, locali, sollecitando gli interventi dei Giovani Democratici. Vogliamo essere sempre al centro del dibattito politico.
Compito della giovanile sarà quello di aprirsi il più possibile al confronto con le numerose associazioni che operano a livello territoriale e nei diversi settori della società, cercando di costruire una rete di comunicazione e collaborazione che miri ad allargare il confronto e la dialettica interna.
Priorità di un paese lungimirante che guardi al futuro con ottimismo e consapevolezza deve essere la tutela dell’ambiente e il corretto utilizzo delle risorse a disposizione; non in termini vetero ambientalisti, ma con la consapevolezza che da qui possono arrivare risposte importanti con ricadute in termini di sviluppo (economico, tecnologico) e welfare (occupazionale/concreto risparmio economico…). La politica del fare specie, per temi così delicati, deve partire dallo stimolo giovanile soprattutto in una regione a grande vocazione riformista come l’Emilia Romagna. Per questo è fondamentale programmare ed elaborare proposte concrete e convincenti. Senza dimenticarci che solo attraverso il convinto sviluppo di queste politiche si riescono a conciliare le vocazioni agricole ed industriali del nostro territorio.
L’organizzazione giovanile dovrà avere una propria autonoma elaborazione politica rispetto al Partito, in conseguenza di una rinnovata fiducia reciproca. L’autonomia, però, non dovrà essere l’unica misura sulla base della quale dovremo definire i nostri rapporti con il Partito. La collaborazione tra giovanile e Partito non dovrà mai venire meno, sempre nel rispetto dei ruoli e delle autonome posizioni. Per questo c’è la necessità di un confronto continuo e onesto, un confronto che, se necessario, potrà trasformarsi in critica, ma sempre propositiva e mai distruttiva. Il confronto dovrà essere presente sia nel logico scambio di idee, sia, soprattutto, attraverso incontri con i rappresentanti del Partito Democratico dell’Emilia Romagna nei vari livelli istituzionali, per rendere la giovanile un luogo di formazione e informazione, attraverso la quale si possa ricucire quella distanza che esiste tra eletti ed elettori. |


