| II CONGRESSO GIOVANI DEMOCRATICI FEDERAZIONE BOLOGNA |
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| Martedì 17 Gennaio 2012 23:04 |
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II CONGRESSO DEI GIOVANI DEMOCRATICI DELLA FEDERAZIONE DI BOLOGNA 9 FEBBRAIO 2012
TESI CONGRESSUALI
“ Non esiste un grande Partito Democratico senza una grande organizzazione giovanile” (Pierluigi Bersani, Segretario Nazionale PD)
Poco più di un anno fa abbiamo fatto il nostro primo congresso della federazione di Bologna. Eravamo all’interno di un contesto complesso, dal livello nazionale al locale, dalla crisi economia mondiale, passando per i disastri del berlusconismo fino a noi, a Bologna, con il commissariamento della città e la sfida alle porte della campagna elettorale. Era un momento difficile, in tutta Italia manifestavamo nelle scuole e nelle università contro la Gelmini, contro il Governo Berlusconi, sognando un Paese diverso, pensando all’incertissimo futuro della nostra generazione. Oggi tanto è cambiato, il governo Berlusconi è stato spazzato via non da trame internazionali ma dalla sua incapacità di fare fronte ad una crisi economica che se non ha creato di certo ha ignorato, senza la ricerca di soluzioni appropriate. Berlusconi ha lasciato questo Paese sull’orlo del precipizio, nella più totale crisi economica, politica, sociale, morale che abbiamo mai vissuto. Da pochi mesi, con il sostegno determinante del partito democratico, si è insediato un nuovo Governo che nei suoi primi passi, dalle risposte sulla crisi all’impegno internazionale pare aver intrapreso la strada giusta. Noi Giovani democratici pensiamo che il nostro partito abbia fatto la scelta giusta nel sostenere il Governo Monti e crediamo che il PD, a partire dal nostro segretario nazionale Bersani, abbia dato un esempio di come questo partito sia al servizio dei cittadini, della comunità, del Paese. Andare ad elezioni anticipate sarebbe stato forse più facile, probabilmente il centro sinistra avrebbe conquistato una vittoria facile e meritata, ma invece il partito democratico ha deciso di prendere la strada più complessa, ma giusta, di un governo tecnico con il più ampio sostegno politico, per salvare il nostro Paese da una crisi irreversibile. Il governo Monti non è il nostro governo, ma è il miglior governo che oggi questo Paese possa avere. Per questo è importante continuare a sostenere la sua azione, sapendo purtroppo che non tutte le misure che prenderà saranno per noi condivisibili. A livello locale rispetto ad un anno fa la situazione è radicalmente cambiata con l’entusiasmante vittoria di Virginio Merola e del nostro partito alle elezioni amministrative. Bologna, in uno scatto di orgoglio, ha dimostrato di essere ancora una volta una città che si sa rialzare, anche dopo una caduta causata da una gravissima irresponsabilità politica e amministrativa del sindaco presentente. Come giovani democratici nei primi mesi del nostro mandato ci siamo quindi impegnati attivamente nella campagna elettorale, con iniziative e banchetti in tutti i quartieri della città, davanti alle scuole e all’università. E’ stata una campagna elettorale diversa dalle altre, nella quale i cittadini hanno voluto da noi, rappresentanti del partito democratico, risposte chiare e tante rassicurazioni vista la situazione che si era creata. La vittoria di Merola e la contestuale elezione dei nostri candidati nei consigli di quartiere ed in consiglio comunale crediamo che rappresentino più di ogni altra cosa il nostro impegno e la bontà delle nostre proposte politiche. Oltre alla campagna elettorale il nostro impegno di è riversato nella crescita della nostra organizzazione, nel radicamento sul territorio, nell’impegno attivo di ragazze e ragazzi iscritti ai giovani democratici nelle scuole e all’università, anche negli ultimi mesi di mobilitazioni, anche nell’incontro costruttivo con il movimento degli indignati. Ci siamo inoltre concentrati sul problema principale della nostra generazione: il lavoro. Abbiamo fatto la Carovana per il Lavoro, un tour per tutta la nostra Provincia nel quale abbiamo incontrato lavoratori e datori di lavoro, abbiamo fatto le nostre proposte rendici conto di quanto anche in questi territori ormai la disoccupazione sia il problema principale, dei giovani come di chi a 50 anni perde il lavoro. Anche nell’incontro con le organizzazioni sindacali e nell’impegno per la mobilitazione “il nostro tempo è adesso” abbiamo portato le nostre idee e ci siamo impegnati nel coinvolgimento di migliaia di giovani del nostro territorio. Nelle mobilitazioni delle scuole e all’università di questo autunno la nostra organizzazione ha sempre sostenuto le motivazioni degli studenti e sempre di più nei prossimi anni cercheremo di diventare un punto di riferimento per loro. In questi pochi mesi abbiamo cercato di crescere come organizzazione ma soprattutto come comunità di giovani che fanno politica, che condividono gli stessi ideali, che si confrontano sulle idee, che si impegnano volontariamente in politica per dare un contributo e per cambiare una politica spesso purtroppo auto referenzale e lontana dai bisogni delle persone. Crediamo che le basi su cui fondare i giovani democratici siano l’antifascismo e la legalità. Il nostro impegno vuole continuare ad essere rivolto agli studenti medi e universitari, ai nostri coetanei in grave difficoltà perché alla ricerca di un lavoro che non c’è, e quindi senza speranza di un futuro, senza la possibilità di un progetto, all’interno di una vita sempre precaria, in ogni suo aspetto. Nei prossimi mesi il nostro impegno sarà rivolto soprattutto a loro, cosi come ci impegneremo concretamente contro il radicamento della criminalità organizzata anche nel nostro territorio, che purtroppo come altre parti del nostro Paese da anni è contaminato da questo cancro e che le forze politiche tutte, a partire dai movimenti giovanili, devono combattere senza tentennamenti. La nostra organizzazione è giovane e composta da giovani che hanno deciso di dedicare una parte della loro quotidianità all’impegno politico. Vogliamo fare la nostra parte e dare il nostro contributo volontariamente, crescere insieme nel confronto di opinioni e con un’idea di società molto diversa da quella che viviamo oggi. Crediamo di poter essere da stimolo al nostro partito, di cui vediamo pregi e difetti e al quale chiediamo solo di ascoltare e battersi per una generazione le cui chances di futuro sono sempre minori. Facciamo e continueremo a fare politica per passione, non pensiamo che la politica possa o debba essere un lavoro, ma solo uno strumento per migliorare la nostra società. Non ci piacciono i giovani cooptati, non ci piace la politica che vedi i giovani come individui da sfruttare. Crediamo che l’organizzazione giovanile del partito democratico possa essere di aiuto alle giovani generazioni se riuscirà a rappresentare le loro, le nostre istanze, i loro, i nostri problemi. Questo è il nostro obiettivo. Questa sarà la nostra missione nei prossimi anni.
TESI 1 IL 2011 , LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE, VIRGINIO MEROLA SINDACO DI BOLOGNA Il 2011 di Bologna e della nostra organizzazione si è sicuramente caratterizzato, sotto il profilo politico, per l’importanza della campagna elettorale e poi per l’elezione del nuovo Sindaco e dell’Amministrazione Comunale. Come ogni volta, le elezioni a Bologna non hanno però rappresentato solo un appuntamento importante per la città e per la politica locale, ma hanno costituito un evento dal forte valore simbolico per tutto il paese, a causa dell’idea di città, di politica, di società e di paese che ancora oggi Bologna incarna e rappresenta. Nel 2011 i riflettori sono stati puntati, in modo particolare, sulla campagna elettorale di Bologna, e quindi sul Partito Democratico, grande protagonista, a causa delle dimissioni del precedente sindaco e del conseguente commissariamento della città. Il PD nonostante la difficoltà del periodo ha saputo ricostruire un dialogo con i cittadini bolognesi e tornare ad essere protagonista, anche grazie al successo delle primarie di colazione per la scelta del futuro candidato sindaco, primarie che hanno indicato in Virginio Merola il candidato preferito dai bolognesi. È in questo contesto, difficile ma appassionante, in cui i Giovani Democratici bolognesi sono stati chiamati a dare il loro contributo di idee e proposte per la città e per i tanti giovani che la popolano e che la rendono unica e affascinante. In campagna elettorale abbiamo portato i temi per noi più importanti, come il lavoro, i diritti civili, gli spazi di aggregazione in città, la riflessione sul centro storico e sulla centralità del rapporto con l’Università, temi che a tutt’oggi sono spesso al centro del dibattito cittadino. La campagna elettorale ci ha però visti protagonisti anche nelle fasi più “operative” come banchetti, volantinaggi, iniziative a sostegno del candidato sindaco e dei tanti ragazzi candidati nei Consigli di Quartieri e al Consiglio Comunale. La vittoria ottenuta al primo turno dal centro-sinistra, avvenuta in una situazione di difficoltà insolita per la città, è arrivata insieme alla grande soddisfazione di vedere eletti i ragazzi della nostra organizzazione. I primi atti dell’Amministrazione Comunale sono stati molto positivi ed accolti con grande entusiasmo in città, a partire dalla stessa nomina della giunta, giovane e caratterizzata da un forte ricambio generazione. Una giunta che è riuscita fin da subito a porre l’attenzione su temi importanti e sentiti dalla città, come i temi ambientali e la gestione del traffico (ricordiamo per esempio l’entusiasmate esperienza dei T-Days), la salvaguardia dei servizi, l’abrogazione della quota di iscrizione alle scuole d’infanzia comunali, l’eliminazione dei pass per il centro storico, nonostante la situazione economica e di bilancio difficile per gli Enti locali italiani. Una giunta quindi in forte sintonia con la città. Una città che, dopo la pagina nera delle dimissioni del sindaco precedente e l’esperienza insolita del commissario prefettizio, vuole tornare alla normalità, alla sana dialettica politica che l’ha sempre caratterizzata, a discutere e dibattere i temi politici principali, ad essere protagonista e all’avanguardia tramite una politica virtuosa, trasparente, attenta ai nuovi bisogni dei suoi cittadini. I Gd della città, presenti in quasi tutti i quartieri, nei prossimi anni hanno l’obiettivo di continuare il radicamento, anche aiutando e condividendo nuove iniziative con il partito democratico cittadino, in uno spirito di collaborazione che non è mancato ma che va migliorato e ampliato.
TESI 2 I GIOVANI DEMOCRATICI NEL TERRITORIO PROVINCIALE Il nostro territorio si divide comunemente tra la pianura e la montagna. Noi pensiamo che in ogni zona della nostra Provincia il radicamento sia l’ingrediente fondamentale per fare funzionare bene il nostro partito. Per questo il nostro impegno non si è limitato alla sola città di Bologna, ma si è rivolto anche alla provincia. In tutto il territorio quindi in questi mesi ci siamo impegnati per far nascere nuovi circoli dei Giovani Democratici, organizzando iniziative politiche, culturali e di formazione politica. Anche in provincia inoltre, cosi come nelle ultime elezioni amministrative di Bologna, numerosi ragazzi iscritti ai GD sono entrati nei Consigli Comunali alle elezioni amministrative degli ultimi anni, confrontandosi per la prima volta con l’attività amministrativa. In questi mesi abbiamo lavorato per fondare ovunque nuovi circoli, organizzato attività, iniziative e feste, come ad esempio il Peppino Impastato Festival, una giornata nella quale abbiamo organizzato un concorso musicale tra band emergenti, abbiamo cucinati e venduto prodotti di Libera e devoluto il ricavato ai ragazzi dell’Istituto Superiore ISIS Archimede che, ad agosto, sono andati nei campi confiscati alla mafia in Calabria a lavorare insieme a Libera Terra; abbiamo organizzato iniziative su vari temi con esponenti del partito democratico, associazioni culturali, enti locali; abbiamo dato un contributo importante alle feste dell’unità organizzate dal nostro partito in tutto il territorio, ci siamo concentrati sulla raccolta firme per la campagna per il diritto di cittadinanza “L’Italia sono anch’io”, con la collaborazione del centro socio - culturale islamico. Nella parte della montagna del nostro territorio abbiamo sicuramente incontrato le nostre maggiori difficoltà: Le difficoltà di sviluppo dei territori della montagna sono purtroppo note, a partire dalla difficile crisi economica che soprattutto negli ultimi anni si è sentita, ancora di più, in territori come questi. Fino a poco tempo fa anche le leggi dello Stato riconoscevano aiuti economici e indennizzi che con finanziamenti minimi permettevano al tessuto economico, principalmente agricolo, la possibilità di sviluppo. Con gli ultimi tagli economici i territori della montagna sono stati ulteriormente penalizzati tanto da rendere quasi impossibile ai giovani la possibilità di trovare un lavoro, come ad esempio continuare le attività di tradizione familiare o incominciare nuove attività. Ai tagli economici inevitabilmente fanno seguito le difficoltà delle amministrazioni locali di fare fronte ai servizi per i cittadini, garantendo servizi di base, da quelli socio – sanitari al trasposto pubblico locale. Le giovani generazioni quindi non hanno altra possibilità se non quella di cercare nei centri urbani sviluppati più possibilità di lavoro e abbandonano i territori montani, che subiscono cosi un graduale ma costante spopolamento di coppie e di giovani. In tutto questo c’è tuttavia da riconoscere che nei nostri territori della montagna gli enti locali, a partire dalla regione Emilia-Romagna, hanno fatto molti investimenti economici per supplire ai tagli statali degli ultimi anni. Non dobbiamo mai dimenticare che l’Appennino tosco emiliano è un bacino di conoscenza, di storia, di cultura, di tradizioni, di lavoro, un luogo conosciuto per eventi drammatici delle guerre passate ma anche per le sue tradizioni lavorative, per le industrie siderurgiche, per i prodotti della terra, per le sue bellezze ambientali. Il futuro può e deve passare attraverso uno sviluppo sostenibile che renda possibile vivere la nostra montagna dando speranze alle giovani generazioni, non solo attraverso la crescita dell’ agricoltura e della sua filiera, dei servizi alla persona e dei trasporti, ma anche di un’ economia verde incentrata sulle nuove tecnologie e sulla loro diffusione. Come giovani democratici di questo territorio abbiamo in questi mesi iniziato un lavoro complesso di coinvolgimento delle giovani generazioni, partendo da un territorio carico di storia come Marzabotto. Siamo riusciti a organizzare alcune iniziative, siamo stati davanti alle fabbriche con la Carovana per il Lavoro, incontrando lavoratori di tutte le età, molti anche giovani, ascoltando le loro storie, i loro problemi, le loro speranze. Nei prossimi mesi inoltre ci concentreremo sulle elezioni amministrative di Porretta Terme, un comune importante della nostra Provincia che sta provando, con l’importante contributo del nostro partito, a rilanciare il suo nome dopo le grandi difficoltà che la crisi economica ha portato. L’obiettivo ci poniamo in prima istanza nei prossimi tre anni è quello di coinvolgere nuove ragazze e ragazzi nelle nostre attività, facendoci conoscere e dimostrando come sia importante collaborare per costruire un’organizzazione giovanile forte, indipendente e strutturata, affinché la nostra voce sia autorevole anche nei confronti del Partito in cui ci riconosciamo. Crediamo che sia importante anche che i vari Circoli instaurino rapporti tra di loro, per integrare esperienze ed iniziative. Anche lo scambio con altre Federazioni, quelle più vicine alla nostra Provincia, come le federazioni di Modena ed Imola, ma in generale su tutto il territorio regionale. Pensiamo che una libera circolazione di idee non potrà far altro che arricchirci e farci sentire più forti, nonché ci aiuterà ad aprirci maggiormente alla società civile, alle associazioni culturali e di volontariato e ai ragazzi della nostra generazione. Inoltre una maggiore sinergia di forze ci aiuterà a disperdere alcuni campanilismi, tradizionali in alcuni circoli del PD, che però noi vogliamo superare. Crediamo inoltre sia importante svolgere nelle varie Unioni dei Comuni che si stanno formando un coordinamento amministrativo. Sempre più spesso dai singoli Circoli emerge la volontà di formazione. In questo periodo difficile, di forte incertezza, abbiamo bisogno di acquisire strumenti per poterci districare indenni tra le difficoltà, per poter contrastare autonomamente l’antipolitica che sembra aver ammorbato gran parte dei nostri coetanei e per poter dimostrare che vale la pena di impegnare il proprio tempo libero in un progetto condiviso di miglioramento della nostra società. Per questo vogliamo organizzare sempre più momenti di formazione dedicati agli iscritti dei Giovani Democratici; ogni anno organizziamo, insieme ai giovani democratici dell’Emilia Romagna, la Scuola di Politica ma è importante anche utilizzare i singoli incontri, le Segreterie di Circolo e di Federazione, le Direzioni Provinciali per discutere sempre di più di temi, locali e nazionali, per aiutare i componenti a formarsi una coscienza critica. Rinnoviamo però anche il nostro impegno pratico nel collaborare alle occasioni che il nostro Partito ha per raccogliere fondi da spendere per l’attività politica dell’anno: le Feste dell’Unità. Moltissimi dei nostri ragazzi stanno acquisendo un’esperienza importante – e anche una professionalità – nella gestione dei Ristoranti, dei banchetti, dei Punti Ristoro e dei Bar; inoltre organizzano iniziative più vicine alla sensibilità giovanile, secondo le forme che ci contraddistinguono. Quasi tutta l’estate è occupata dalle Feste dei singoli Comuni; a settembre poi c’è il grande impegno dellaFesta Provinciale a Bologna, a cui tutti i nostri iscritti partecipano con molto entusiasmo.
TESI 3 AMMINISTRARE IL TERRITORIO Essere amministratori non è oggi un compito facile. Ristrettezze di bilancio, crisi economica, confronto giornaliero coi problemi dei cittadini e difficoltà di dare risposte efficienti ed efficaci sono le questioni che oggi un amministratore si trova di fronte. Inoltre la crisi della politica a tutti i suoi livelli e l’avanzata dell’antipolitica impongono un ragionamento a 360 gradi su cosa voglia dire fare politica e quindi anche su cosa significhi amministrare un territorio. Vi è poi un altro tema non meno importante che riguarda il rinnovamento generazionale troppo spesso sbandierato ma in concreto poco realizzato. Proprio la situazione contingente (patto di stabilità, manovre economiche, tagli ai servizi) sono stati uno degli stimoli più importanti per l’organizzazione di un grande appuntamento quale è stato la 1° assemblea dei Giovani Amministratori di Bologna e Provincia. L’iniziativa è stata una novità assoluta, in quanto nessuno in Emilia Romagna aveva mai messo in rete i giovani amministratori iscritti ai GD ed al PD e pochissimi erano e sono gli esempi di incontri di questo genere realizzati in Italia. Il nostro obiettivo era duplice: da una parte volevamo riunire in un’unica giornata le ragazze e i ragazzi che oggi sono amministratori, a vario livello, di comuni importanti della provincia di Bologna anche per dimostrare la forte presenza di giovani generazioni che si impegnano attivamente per il loro territorio e per il Partito Democratico; dall’altra quella di mettere in campo le politiche rivolte alle nuove generazione come le politiche giovanili, i trasporti, l’ambiente, i diritti civili, il lavoro, la cultura. E’ un lavoro lungo e complesso che deve partire dalla conoscenza precisa e puntuale delle problematiche che ha di fronte a noi oggi un ragazzo di vent’anni senza lavoro, un giovane precario, uno studente fuorisede che paga affitti in nero e non si può permettere l’abbonamento all’autobus, un ragazzo straniero che nasce in Italia ma che per questo Paese non è italiano pur studiando e lavorando (e pagando le tasse). Questo e altro ancora è nell’agenda dei giovani amministratori di Bologna e provincia. Agenda che ha la necessità di essere condivisa, coordinata a più livelli per fare in modo che le necessità dei giovani siano ascoltate e messe in piedi per garantire a questo Paese un futuro credibile. Essere giovani amministratori vuole dire aver scelto di dedicare una parte del proprio tempo al proprio territorio, al proprio comune, ai problemi della comunità. La scelta di essersi candidati, fare la campagna elettorale, andare alla ricerca dei voti dei cittadini per essere eletti, promettere e discutere dei problemi quotidiani, avanzare proposte e soluzioni. E poi una volta eletti trovarsi dall’altra parte del tavolo a dover affrontare i problemi delle persone spesso tra mille difficoltà che la politica pone. Il ruolo di amministratore è molto bello, affascinante. Permette di imparare, di formarsi, di conoscere come funziona una pubblica amministrazione, come vengono erogati i servizi, permette di comprendere le cose che funzionano e quelle che funzionano meno. Il “mestiere” di amministrare un territorio è molto complesso e si fa non per uno stipendio che non c’è ( al massimo un misero gettone di presenza) ma solo per passione. Il lavoro che c’è davanti è lungo, difficoltoso ma molto affascinante. Nei prossimi mesi ci impegneremo per avanzare proposte in vista dell’importante appuntamento del piano strategico, tappa fondamentale per la Bologna dei prossimi anni. E’ fondamentale scovare le migliori eccellenze e metterle a frutto, condividere le idee migliori che lungo il territorio provinciale si sono fatte strada in questi anni, gli “ordini del giorno” e le buone pratiche che in tantissimi comuni virtuosi del nostro territorio vengono messe in campo ma che spesso rimangono defilate e nascoste. Tutto questo in nome di una politica nuova, seria, affidabile, che sia al servizio dei cittadini con uno sguardo sensibile a chi, tra vent’anni avrà vent’anni, e si troverà speriamo una provincia, una regione e perché no un Paese migliore rispetto a quello attuale.
TESI 4 IL PROBLEMA DEL NOSTRO PAESE: IL LAVORO Il problema del lavoro è per noi indubbiamente uno dei più complessi e difficili da affrontare, ma in questo momento il più importante. La nostra generazione è tra le più colpite dalla situazione economica-sociale che negli ultimi anni ha colpito il nostro Paese e il mondo intero, anche se in realtà i problemi nascono da lontano e le ricette per superarli sono spesso state inutili se non dannose. Le indagini ISTAT sulla situazione nazionale ci dicono che la disoccupazione giovanile in Italia è a poco meno del 30% (era al 20% due anni fa); in totale, dal 2008 ad oggi il calo complessivo degli occupati è stato di circa 900000 unità. Negli ultimi anni quindi abbiamo assistito ad un’escalation di diminuzioni delle assunzioni, incremento dei licenziamenti, maggior ricorso alla cassa integrazione, drastica riduzione dei posti di lavoro a tempo indeterminato, riduzione della probabilità per i lavoratori impiegati con contratti temporanei di ottenere proroghe o di rioccuparsi con facilità presso altre imprese. Le previsioni sono quasi più drammatiche della situazione attuale, anche perché oggi tra i problemi prioritari, oltre alla precarietà e all’assenza di lavoro, si inserisce l’insicurezza di quanti hanno il lavoro a tempo indeterminato, ma hanno perso la prospettiva di stabilità. Per quanto riguarda la situazione a livello locale, Il Rapporto sul mercato del lavoro della Provincia di Bologna conferma una situazione di estrema difficoltà delle aziende, in particolare del settore metalmeccanico, di un aumento significativo di iscritti ai centri per l’impiego, di un incremento della disoccupazione che colpisce drammaticamente soprattutto i lavoratori giovani e in prevalenza donne. Sono impressionanti anche gli ultimi dati Eurostat sui giovani lavoratori, dai quali emerge che in Italia, e contestualmente anche nella nostra Provincia, c’e pochissima differenza prima dei 30 anni tra chi è laureato e chi è meno qualificato, e solo dopo i 30 anni appaiono delle vere differenze (il dato medio sui disoccupati giovani è vicino al 30% e del 27% di disoccupati giovani laureati). Il che vuol dire che i giovani italiani sono una risorsa sprecata e poco valorizzata, con circa due milioni di under 30 che non studiano e non lavorano, con la conseguenza che la crisi non si supera e la società non si rinnova. Se tutto ciò non bastasse la politica di questi anni del governo Berlusconi ha teso a far regredire il livello minimo universale di tutele, diritti e retribuzione dei lavoratori. Come Partito Democratico e come Giovani Democratici dobbiamo continuare a riaffermare la centralità del lavoro per la politica, attraverso proposte concrete, che il PD ha già proposto in Parlamento, come l’incentivazione del contratto a tempo indeterminato (minor costo della stabilità rispetto alla precarietà), l’introduzione di “diritti di cittadinanza” per tutte le forme di lavoro, l’ integrazione delle pensioni delle future generazioni di lavoratori e lavoratrici attraverso una quota a carico della fiscalità generale, l’introduzione di un reddito minimo di inserimento, la riforma del contratto di apprendistato per incentivare formazione effettiva ed adeguata ai fabbisogni delle imprese. Nel nostro territorio le istituzioni locali hanno reagito immediatamente alla crisi attraverso pacchetti di misure sostenute economicamente con risorse pubbliche che rappresentano un concreto sostegno alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie per attraversare e superare questa difficile fase congiunturale. Tappa decisiva di questo percorso è stata la firma del “Patto per attraversare la crisi” sottoscritto tra Regione Emilia-Romagna, UPI e ANCI regionali, organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali nel 2009. Il Patto conta su 520 milioni di euro tra risorse statali e risorse del Fondo Sociale Europeo e utilizza tutti gli strumenti (sostegno al reddito e formazione) per affrontare la crisi delle imprese e dare una risposta anche ai lavoratori per i quali fino ad ora la legge non prevedeva la cassa integrazione. Queste e altre misure servono da una parte per aiutare le aziende in crisi a sopravvivere e ripartire, dall’altra come aiuto concreto ai lavoratori. Questo territorio quindi è un esempio di buona politica e buona amministrazione per superare un momento cosi difficile, con una stretta collaborazione tra amministrazioni locali, partiti politici, organizzazioni di categoria. Come Giovani Democratici abbiamo affrontare il tema/problema a 360°. Abbiamo organizzato iniziative sul lavoro con parlamentari, lavoratori precari e disoccupati e organizzazioni sindacali per cercare di dare risposte ai problemi anche attraverso la conoscenza delle tante proposte di legge che in parlamento come partito democratico abbiamo proposto. Abbiamo organizzato la carovana per il lavoro che ci ha visti andare in molte aziende in crisi del nostro territorio a portare oltre che la solidarietà e la vicinanza ai lavoratori anche l’idea che abbiamo di lavoro e di società. E’ stata un ‘esperienza molto forte e significativa dal punto di vista umano l’aver parlato con uomini e donne disperati soprattutto per i propri figli, ragazze e ragazzi incerti del loro futuro senza sogni né speranze. Il Partito Democratico e i Giovani Democratici hanno tra le loro priorità assolutamente i temi del lavoro che devono essere discussi in maniera serie e approfondita e senza preclusioni ideologiche. Il responsabile Economico Stefano Fassina porta avanti quella che è la linea del PD in questo campo e condividiamo molto ad esempio, tra le proposte, la definizione di un contratto per l’ingresso dei giovani e per il reinerimento dei lavoratori e delle lavoratrici deboli al lavoro stabile, la drastica riduzione delle forme contrattuali precarie, la limitazione per ogni impresa dell’utilizzo dei contratti a tempo determinato e l’eliminazione dei vantaggi di costo delle forme contrattuali flessibili residue. Inoltre vi è la necessità di riformare gli ammortizzatori sociali, dare una retribuzione o compenso minimo orario e in particolare, per l’occupazione femminile, il potenziamento dei servizi pubblici per conciliare lavoro e maternità ed un significativo aumento della detrazione fiscale per le mamme che lavorano. E’ fondamentale quindi continuare a fare da cassa di risonanza per tutti quei lavoratori, in particolare le giovani generazioni, che rischiano di vedere compromessa la loro vita futura. Dobbiamo farci vedere presenti e attenti ai loro problemi, che sono anche i nostri, viste le tante ragazze e i tanti ragazzi che anche tra di noi stanno vivendo un momento difficilissimo della loro vita, in quanto hanno perso o non trovano lavoro. Questo problema quindi deve continuare ad essere la nostra priorità.
TESI 5 LA RISORSA DEL NOSTRA PAESE: LA SCUOLA “Spesso si considera la scuola un luogo dove apprendere nozioni di vario genere, dove ci si prepara per il mondo del lavoro, dove le nuove generazioni si preparano per raggiungere una “maturità”. Questi elementi sono sicuramente molto importanti ma oltre a questi la scuola ci da modo di renderci conto che non siamo singoli individui che lottano per il raggiungimento di un obiettivo ma siamo parte di un grande gruppo, di una società che più impara a interagire e a comprendere le difficoltà di ogni altro individuo più diventa solida, coesa, libera. Penso che la scuola in tutto ciò abbia un ruolo fondamentale e riguardi molti aspetti della vita di ognuno di noi, dall’integrazione di culture diverse all’incontro di religioni troppo spesso ancora oggi viste come un ambito di divisione, anche nelle nostre scuole, e non una grande opportunità in quanto ci forniscono una “ricchezza” di esperienze che vanno al di la della didattica vera e propria ma che sono allo stesso modo essenziali in un percorso formativo. La politica è sicuramente parte di questo processo ed è proprio con essa che ci si propone di creare un gruppo il più allargato possibile e con una prospettiva futura comune. Anche se talvolta la parola politica spaventa o comunque mette a disagio molti ragazzi che la considerano astratta e lontana da loro, è solo con la partecipazione e la comunicazione che ci si può rendere conto di quanto alcune realtà politiche siano a portata di mano. Il cambiamento che desideriamo avvenga in una società o in un gruppo come può essere considerata la scuola parte prima di tutto da un cambiamento di ognuno di noi”. Brevi riflessioni di uno studente di una scuola di Bologna
I Giovani Democratici devono essere sempre in prima linea nel difendere il valore del diritto allo studio sia nella sua espressione didattica che in quella educativa. La scuola che abbiamo in mente guarda all’istruzione in un’ottica di crescita non solo cognitiva, ma anche personale e culturale dell’individuo. Crediamo infatti che in questi anni più che mai sia importante affermare con forza la centralità della Scuola e di ribadirne l’insostituibile ruolo che essa a sempre svolto di creazione dell’identità nazionale e di trasmissione di quei valori costituzionali, solide basi di una convivenza democratica. La scuola è chiamata oggi a nuove sfide: quella di contribuire alla creazione della nuova Italia multietnica. Crediamo infatti in una buona istruzione come in uno strumento meritocratico che permetta a TUTTI ugualmente d’inseguire le proprie aspirazioni, senza ostacoli legati al sesso, al colore della pelle o al credo religioso. La scuola Deve essere luogo d’integrazione dove il diverso non è un nemico, ma bensì il compagno di banco da cui apprendere qualcosa di nuovo ogni giorno da aggiungere al proprio bagaglio culturale, in uno spirito di crescita comune. Nell’interesse degli studenti è fondamentale che l’istituzione Scuola sia ben amministrata e migliorata anche nel suo aspetto infrastrutturale. Infatti il problema dell’edilizia scolastica non scompare da un giorno all’altro e deve essere sempre presente nei programmi delle amministrazioni locali. A noi spetta il compito di far si che mai sia abbassata la guardia su questo problema. Infine guardiamo allo studente come cittadino e crediamo che solo da un istruzione e preparazione adeguata possa nascere una consapevolezza politica e democratica .Per questo anche nella provincia di Bologna si è voluto dare voce al bisogno d’ascolto e di partecipazione alla vita politica cittadina degli studenti, impegnandoci, dall’autunno appena passato, nella nascita della Federazione degli Studenti (FdS), un’organizzazione che si sta sviluppando anche a livello nazionale e che coinvolge migliaia di studenti in tutto il Paese. FdS si batte con gli studenti e per gli studenti e si è formata con lo specifico intento di dare voce ai bisogni delle scuole anche della nostra Provincia tramite chi più di tutti ne vive sulla propria pelle le criticità, ovvero gli studenti stessi, permettendo così tra le altre cose un dialogo importante tra amministrazioni locali e studenti. Pensiamo che sia quindi importante instaurare un rapporto positivo e propositivo con FdS, aiutandola, nella piena autonomia di entrambe le organizzazioni, a radicarsi nelle scuole portando avanti le istanze degli studenti in ogni luogo competente. Sappiamo quanto arduo sia in questo momento storico avvicinare i giovani all’impegno e alla partecipazione e, soprattutto, quanto ciò sia difficile per un’organizzazione giovanile. Al contempo siamo però consapevoli dell’indispensabilità di questo compito e della necessità di assolverlo sperimentando forme nuove. Anche per questo abbiamo scelto di impegnarci nel progetto di un giornalino (a distribuzione gratuita in tutte le scuole della città e della provincia) che si propone un’attenzione particolare al mondo giovanile. Per farlo abbiamo fortemente voluto una redazione mista in cui potessero lavorare fianco a fianco ragazze e ragazzi già iscritti alla nostra organizzazione e ragazze e ragazzi ancora lontani dalla politica di partito, ma animati da profondo sentimento civico e di impegno. Ne è nata una collaborazione che ci auguriamo possa significare tanto in termini di arricchimento personale per gli uni come per gli altri. Naturalmente continuiamo a non sottovalutare il dialogo importante con ogni organizzazione e associazione, attiva nel mondo delle scuole, che abbia come obiettivo la difesa dei diritti degli studenti ed il miglioramento della qualità della scuola, in quanto pensiamo che la nostra organizzazione debba fare del dialogo con chi ha gli stessi obiettivi una delle priorità della sua azione politica.
TESI 5 PER UN PAESE MODERNO: L'UNIVERSITA' Con la caduta del Governo Berlusconi abbiamo assistito alla nomina di un nuovo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e delle Ricerca, il professor Francesco Profumo, già Rettore del Politecnico di Torino. A fronte di una nomina di alta competenza nel settore universitario, in forte discontinuità con il passato, mancano tuttavia ancora segnali ed interventi di una precisa scelta di campo, che si sostanzia in investimenti nell’istruzione superiore e nel diritto allo studio. Gli ultimi anni infatti sono stati caratterizzati dai disastri del Ministro Gelmini, dai tagli pesantissimi agli Atenei al ridimensionamento del diritto allo studio, passando per la finta riforma universitaria che non fa altro che peggiorare la situazione degli Atenei italiani. Per quanto riguarda il diritto allo studio, i dati parlano chiaro: in Italia, non tutti gli aventi diritto riescono a ricevere la borsa di studio. Una palese discrimizione che investe, ogni anno, non meno del 14% degli aventi diritto, con dei picchi che hanno sfiorato il 30% negli anni di Berlusconi e della Gelmini. Nella nostra Regione inoltre, dopo 4 anni di copertura totale, in quest’anno accademico si è registrata una copertura del 96%, che riuscirà ad arrivare al 100% solo grazie ad un finanziamento ad hoc dei singoli Atenei. Nelle elezioni universitarie del 2010, siamo tornati come giovani democratici di Bologna ad eleggere un rappresentante nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU). Il nostro rappresentante è iscirtto all’interno del gruppo UDU- RUN- Liste di Sinistra, la “casa” del centrosinistra al CNSU. Il lavoro comune a livello nazionale pensiamo debba essere da stimolo anche nel nostro territorio e che tale base di lavoro possa essere funzionale ad un accordo fra le forze politiche e le associazioni universitarie che si iscrivono nell’ambito del centrosinistra anche nelle prossime elezioni universitarie di Ateneo del 2013. Noi pensiamo infatti che la rappresentanza studentesca, ulteriormente penalizzata dalla riforma Gelmini, possa essere davvero utile agli studenti se tutte le forze di sinistra nel nostro Ateneo collaboreranno costantemente tra loro, attraverso una piattaforma politica comune, per contrastare lo strapotere delle forze di centro destra, che purtroppo gia nelle rappresentanze studentesche sono guidate da uno spirito di interessi. Nel nostro territorio in questi anni ci siamo battuti per il concetto più ampio possibile di Cittadinanza Studentesca, in quanto pensiamo che lo studente dell’Università di Bologna debba essere considerato un cittadino a tutti gli effetti, anche se “studente fuorisede”. Non pensiamo quindi agli studenti solo come fruitori di servizi, ma crediamo debbano avere un ruolo attivo anche nelle scelte che vengono fatte dall’università e dall’amministrazione comunale. Gli studenti non possono essere un problema per questa città, cosi come non possono essere considerati solo una risorsa economica da sfruttare, come invece in parte ha messo in evidenza lo studio di qualche anno fa promosso dall’Alma Mater, in cui si sottolineava l’importanza, anche economica, degli studenti fuorisede in questa città. La nuova amministrazione comunale e i vertici dell’università hanno fin dall’inizio del mandato del nuovo sindaco aperto un tavolo di confronto e concertazione periodico per condividere le scelte da fare. Noi chiediamo ora un maggior coinvolgimento nei progetti futuri delle associazioni studentesche rappresentanti degli studenti nel Consiglio degli studenti dell’Ateneo. Come a livello nazionale anche qui il problema del diritto allo studi ha per noi la priorità, in quanto a tutti deve essere garantita la possibilità di studiare, in particolare agli studenti che non avrebbero i mezzi economici per poterlo fare. La nostra università quindi si deve caratterizzare per non avere neanche uno studente che faccia parte della categoria degli idonei non assegnatari di borse di studio e anzi si deve impegnare maggiormente, anche in un periodo di ristrettezze economiche come questo, ad allargare la base di chi riceve la borsa di studio e agevolazioni economiche. Crediamo infatti in un sistema di tassazione più equo, e per questo continuiamo a batterci per l’introduzione del sistema di fasciazione per tutti gli studenti e perchè gli studenti che non raggiungono il numero di crediti per mantenere la borsa di studio non passino alla tassazione totale ma siano solo “penalizzati”. Crediamo inoltre nel ruolo, fondamentale, della ricerca scientifica ed anche per questo abbiamo combattuto e manifestato contro la legge Gelmini, che l’ha mortifica se non quasi eliminata. Crediamo nell’internazionalizzazione ed è sicuramente un ottimo esempio quello dell’università di Bologna, una delle più “ internazionali” d’Italia anche sia nella mobilità degli studenti che dei docenti. Sarebbe importante inoltre che l’Erasmus diventasse sostanzialmente obbligatorio per gli studenti (senza oneri economici per lo studente che parte), in quanto sono esperienze di questo tipo che permettono ad ognuno di noi di crescere e formarci. Crediamo nell’orientamento all’Università e ci siamo anche impegnati per organizzare iniziative per come quella della scorsa primavera a San Giovanni in Persicelo, con gli studenti dell’ultimo anno delle scuole in procinto di scegliere il loro percorso di studi. L’orientamento per lo studente diventa fondamentale anche in uscita e in questo ambito i passi da fare sono ancora molti e il distacco del mondo produttivo del lavoro da quello universitario rimane tangibile e tocca negativamente ogni ragazza e ragazzo alla fine del suo percorso di studio. In un momento come questo, di crisi economica e di grande disoccupazione giovanile, uno stretto rapporto tra università e mondo delle imprese potrebbe servire agli studenti a trovare più facilmente un lavoro. In questi anni tutte nostre le nostre battaglie le abbiamo fatte sostenendo l’attività della Sinistra Universitaria. Di questo andiamo fieri anche per l’importante lavoro che questa associazione ha fatto all’università ed anche per questo sosteniamo convintamene la nascita di una nuova associazione studentesca, la Rete Universitaria Nazionale (RUN), nella quale Sinistra Universitaria sta confluendo. La RUN sarà per noi da domani un interlocutore privilegiato, un’associazione con la quale confrontarsi costantemente e quotidianamente, sempre nel rispetto dell’autonomia delle nostre organizzazioni.
TESI 6 PER UN PAESE CIVILE: I DIRITTI Il 2012 è un anno difficile, più difficile di quello che avremmo potuto pensare anche solo fino a un paio di anni fa. Crisi economica e finanziaria, crisi politica, cambiamento di stili di vita e di valori: non sono più solo parole che potevamo leggere su un giornale e che sentivamo lontane da noi, sono la realtà quotidiana e concreta che ci accompagna nella nostra attività di giovani prima e di Giovani Democratici poi. In un momento come questo è facile cadere nella trappola del “ai diritti civili ci penseremo poi” o del “ci sono cose più importanti a cui pensare in Italia”. E’ anche in un momento come questo che noi Giovani Democratici dobbiamo riflettere e portare all’esterno quelle che sono le nostre proposte per quel che riguarda i diritti civili e di cittadinanza. Come Giovani Democratici abbiamo organizzato in questi mesi una serie di ragionamenti e di campagne volte ad approfondire e a portare l’attenzione su tematiche che molto spesso vengono considerate secondarie, ma che meno importanti non sono, come ad esempio una campagna contro l’omofobia, partita proprio il giorno di San Valentino dello scorso anno, in collaborazione con l’associazione 3D e il Partito Democratico di Bologna, perché crediamo che sia fondamentale porre fine al regime dei diritti a due velocità: sosteniamo infatti con forza la necessità di una legge che riconosca alle coppie omosessuali una cornice di diritti e doveri analoga a quella delle coppie eterosessuali; inoltre abbiamo organizzato la proiezione di “18 ius soli”, un film documentario che racconta le difficoltà che si trovano davanti i figli di immigrati quando, compiuti di 18 anni, decidono di ottenere la cittadinanza italiana e ci siamo impegnati nell’organizzazione di alcune iniziative alla festa nazionale dei diritti, svoltasi il settembre scorso al Parco Nord in concomitanza con la Festa de l’Unità provinciale. Noi continuiamo a tenere strettamente connesso al tema dei diritti il tema dell’integrazione: è ormai un dato di fatto che viviamo in una società multiculturale. Basti pensare che nel nostro Paese vivono più di 4 milioni di stranieri, e la nostra Provincia ha una percentuale tra le più alte d’Italia di persone provenienti da tutte le parti del mondo. Nonostante questa realtà sia ben presente all'opinione pubblica, la tematica in questione suscita ancora un dibattito ricco di forti tensioni e profonde divisioni. Nel sentire popolare monta sempre più forte la paura del diverso, strumentalizzato spesso al fine di creare artificiali consensi elettorali da parte di certi politici che liquidano la stessa idea di multiculturalismo come una favola per bambini. In questo contesto così complesso, alle questioni maggiormente avvertite dai cittadini, vengono date soluzioni spesso superficiali e sbrigative. Ne sono prova i vari pacchetti sicurezza, la legittimazione delle ronde, i dibattiti sulla cittadinanza, la stessa attuale normativa (c.d. Legge Bossi-Fini) che regola l'ingresso e la permanenza degli stranieri nel territorio italiano. Tra gli aspetti più controversi di quest'ultima evidenziamo l'inscindibile legame tra la possibilità di soggiornare nello Stato e la titolarità di un regolare contratto di lavoro, che impedisce a coloro che si trovano temporaneamente disoccupati di riemergere dall'illegalità, alimentando così il fenomeno del lavoro nero. Il compito dei giovani democratici di Bologna è quello di continuare a riempire di contenuto il termine “integrazione”, attraverso l'ascolto delle istanze provenienti dal territorio ed in particolare da quelle zone a maggior densità di stranieri. Noi pensiamo prima di tutto che il principio sul quale basarsi sia quello dello ius soli, e crediamo che uno Stato democratico come quello italiano non possa continuare ancora per molto ad ignorare questo principio. È necessario che come giovani democratici ci facciamo portavoce anche delle esigenze delle nuove generazioni e utilizziamo l'attuale situazione per rilanciare e valorizzare il concetto di solidarietà. Il nostro compito sarà anche quello di fornire una corretta informazione sul fenomeno migratorio in Italia, al fine di evidenziare i vantaggi di una società multiculturale e di sfatare i numerosi luoghi comuni, su cui attualmente poggia l'ideologia xenofoba.
TESI 7 IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE: L'AMBIENTE Pensiamo che un’organizzazione giovanile che guardi al futuro non possa sottrarsi alle grandi sfide che questo tema propone. Per far si che Bologna e la sua provincia siano da traino per la regione ma anche per l’ intera Italia, in materia di sviluppo ecologico dell’ economia locale e della vita sociale, sarà fondamentale puntare sul risparmio energetico ed il potenziamento della diffusione di energia prodotta da fonti rinnovabili. In quest’ ottica quindi è stato molto positivo il lavoro come organizzazione giovanile che abbiamo fatto al referendum del giugno scorso per dire no al nucleare e il vademecum sull’ambiente che come Giovani Democratici (l’idea è nata dal circolo GD di Crevalcore) abbiamo fatto per sensibilizzare la cittadinanza, e in particolare le giovani generazioni, sui temi ambientali come il risparmio energetico, il minor inquinamento e la raccolta differenziata. E’ fondamentale inoltre che anche le amministrazioni locali facciano il possibile per sensibilizzare sulle tematiche ambientali, al fine di fare in modo che la nostra Provincia diventi un’eccellenza anche in questa materia. Sarebbe importante che le pubbliche amministrazioni si impegnassero entro pochi anni per una conversione energetica di tutti gli immobili di proprietà pubblica (in alcuni comuni esistono già le cosiddette comunità solari) e che le eccellenze di alcuni comuni della nostra provincia rispetto alle politiche ambientali, come ad esempio la raccolta differenziata porta a porta, siano da esempio per tutti gli altri. Bisognerà anche ripensare al sistema di trasporti, potenziando il più possibile la rete pubblica e i servizi ai pendolari. Un sistema di trasporti che ad esempio a Bologna funziona ma che dovrebbe essere potenziato ed in parte ripensato come la giunta di Bologna sta facendo privilegiando la pedonalizzazione nel centro storico (i cosiddetti T-Days) e il maggior utilizzo di mezzi pubblici ed elettrici. Pensiamo inoltre che si dovrà guardare alla creazione di nuove forme di crescita economica legate all’ ambiente, come l’ agricoltura, il turismo sostenibile e la tutela del verde prendendo in considerazione il variegato scenario sia geologico che culturale presente nei vari territori della Provincia e nella città di Bologna stessa, in modo da creare nuove opportunità di posti di lavoro, seguendo e favorendo ad esempio nella nostra provincia le campagne messa in atto dalla regione Emilia Romagna, dell’ “agricoltura sostenibile” che ha come scopo la produzione di prodotti tipici di gran qualità utilizzando tecniche di coltivazione ecocompatibile.
TESI 8 NOI, LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE Noi Giovani Democratici della federazione di Bologna arriviamo oggi a confrontarci con il II congresso dopo quello di un anno fa. In questo anno abbiamo sempre cercato di partecipare alle discussioni e alle vicende che riguardano la nostra città e l’intera provincia, non mancando di confrontare le nostre idee tra di noi, nel partito e all’esterno, in particolare attraverso la campagna elettorale di Bologna di pochi mesi fa. Inoltre abbiamo sempre partecipato in modo attivo e con spirito costruttivo all’attività politica del Partito Democratico, a cui molti di noi sono iscritti e militano attivamente, cercando di fare in modo che sempre più ragazze e ragazzi si avvicinino a noi e al PD. Noi GD della federazione di Bologna facciamo parte di struttura organizzativa e politica di cui facciamo parte strutturata nei livelli territoriali, regionale e nazionale, e in tutti questi ambiti cerchiamo di dare sempre il nostro contributo politico ed organizzativo. Ci impegniamo affinché le idee di una generazione che avanza abbiano sempre maggiore spazio nella politica e nella società. Ci battiamo perché il confronto aperto e diretto tra persone che hanno a cuore gli stessi temi sia considerato un bene prezioso per sprecarlo in contese strumentali ed a volte fossilizzate su posizioni vecchie; Noi abbiamo sempre creduto e continuiamo a credere che solo unendo gli uni le forze con gli altri a prescindere dai ruoli che ricopriamo e da quello che facciamo potremo dare il nostro contributo costruttivo. La nostra organizzazione deve diventare uno strumento utile alla nostra generazione e questo può succedere solo se riusciremo a far esprimere al massimo le qualità e i talenti di ognuno di noi. La missione del nostro gruppo di ragazze e ragazzi è quella di metterci a disposizione dei nostro coetanei, essere un punto di riferimento e una cassa di risonanza nei momenti in cui bisogna rivendicare qualche diritto oppure far conoscere l’ opinione delle giovani generazioni, degli studenti medi ed universitari su determinate questioni. Per fare questo abbiamo bisogno di un’organizzazione funzionale: sin dall’inizio del nostro mandato ci siamo ripromessi di tenere intrecciate organizzazione e comunicazione, affinché potessero procedere di pari passo: la presenza fisica e costante sul territorio resta infatti fondamentale, ma ad essa non può non accompagnarsi una comunicazione efficace per promuovere e far conoscere proprio ciò che l’organizzazione ha preparato in termini di riunioni, iniziative, campagne. Sono oramai vent’anni che la comunicazione riveste un ruolo cruciale nella politica, vent’anni in cui entrambe sono profondamente cambiate. I segnali più evidenti di ciò si colgono semplicemente ripensando alle vecchie tribune politiche e confrontandole con i tanti talk show di oggi, che praticamente ogni sera diventano una vera arena di scontro. E si pensi poi all’influenza di programmi come “Porta a Porta”, non a caso chiamato ‘la terza Camera dello Stato’. A cogliere le potenzialità della televisione, lo sappiamo bene, era stato già negli anni ‘80 un certo Silvio Berlusconi, che dopo la sua discesa in campo l’ha usata per piegare l’informazione ai suoi scopi, riuscendo anche a veicolare quella che conosciamo come ‘cultura del belusconismo’ con programmi apparentemente slegati dalla politica (intrattenimento, varietà). Per la sinistra la parola “comunicazione” è stata a lungo considerata quasi una parolaccia, un tabù, come se comunicare in politica volesse dire veicolare solo e soltanto immagini, per di più menzognere, e mai contenuti e idee. Ai giorni nostri, in epoca PD, questa diffidenza nei confronti della comunicazione è stata in gran parte superata, con risultati però non certamente eccellenti. Forse ricorderete, ed è solo per fare un esempio, le critiche ai manifesti della campagna “Porta per porta” poco più di un anno fa (per gli slogan poco incisivi e l’immagine, grigia, scelta per il segretario Bersani) o più recentemente le polemiche sulla campagna virale per il Tesseramento 2012 (“Conosci Faruk?”). Come Giovani Democratici e come ‘nativi digitali’ dobbiamo essere avanguardia nei confronti del partito anche in questo campo e stare al passo con le innovazioni sempre più repentine della comunicazione e del web 2.0, con tutti i loro risvolti in termini di democrazia e partecipazione. Oggi, per esempio, è impensabile per un partito e ancor più per un’organizzazione giovanile non essere presenti su facebook, laddove i link all’informazione (quella ufficiale e non, fortunatamente) circolano, ricevono ‘mi piace’ e commenti, danno avvio a post, riflessioni, discussioni lunghe e appassionanti sulle nostre bacheche. Per questo, nell’ultimo anno di lavoro, come Giovani Democratici della federazione di Bologna abbiamo massicciamente puntato sulla comunicazione via facebook, aggiornando quotidianamente il nostro profilo con le notizie più importanti della giornata (non solo di politica, ma anche su quei temi che ci stanno a cuore: ambiente, eguaglianza, diritti sociali e civili, lavoro e istruzione…), dando la nostra opinione e prendendo posizione su varie tematiche e promuovendo eventi e nostre iniziative. I riscontri soprattutto in termini di commenti e interazioni sono stati molto positivi, su di un profilo che dice molto della nostra identità, di ciò in cui crediamo e di ciò che non ci piace e vorremmo cambiare. Abbiamo inoltre cercato di rendere il nostro sito gdbologna.it un mezzo di comunicazione delle nostre attività e un luogo dove conoscere la nostra organizzazione. Pensiamo che questo sia anche un momento per poterlo arricchire e sfruttarlo ancora meglio, così come pensiamo sia importante rafforzare la nostra presenza sugli organi di stampa e nella parte della comunicazione video. Nell’epoca di youtube pensiamo sia davvero utile la produzione di video e stiamo valutando l’opportunità di un canale streaming dei GD, per documentare ancor meglio le nostre iniziative, per inchieste e piccoli reportage, per pubblicizzare la nostra opinione, le nostre idee, le nostre battaglie. Informare, convincere, mobilitare. Questo vorremmo fare attraverso la comunicazione, senza dimenticare un’altra fondamentale funzione, quella di rendicontazione ai nostri azionisti di riferimento (ovvero i giovani e le giovani che vogliamo rappresentare) delle cose fatte, delle iniziative organizzate, dei temi portati avanti. Qui però deve per forza trattarsi di un rapporto bi-direzionale: non solo dall’organizzazione agli iscritti, quanto soprattutto dai circoli alla segreteria e alla direzione provinciale. Dobbiamo avere sempre un orecchio ben teso a sentire opinioni e temi, ad intercettare proposte ma anche critiche e a cogliere le istanze dei territori. Noi giovani democratici potremmo riuscire a fare grossi passi in avanti solo se lavoreremo fianco a fianco, se renderemo i nostri organismi funzionali ai bisogni dei nostri interlocutori, se riusciremo a fornire risposte e motivazione nell’impegno politico a chiunque abbia voglia di aprire le porte delle nostre sedi. Continueremo quindi ad impegnarci con umiltà, ma anche rispondendo, con orgoglio, alle critiche strumentali ed ingenerose che alcuni ci muovono, anche all’interno nel partito democratico, e rivendicheremo il lavoro che con la nostra militanza assolutamente volontaria abbiamo fatto e continueremo a fare. Siamo i primi a vedere i nostri limiti, ma siamo i primi ad impegnarci nel miglioramento della nostra organizzazione. Cogliamo l’occasione di questo congresso per unire le idee e le proposte, per continuare questo percorso iniziato da pochi mesi e per costruire nuovi percorsi, coinvolgere nuove ragazze e ragazzi, per essere davvero utili alla nostra generazione.
Alberto Aitini, Debora Badiali, Marco Camorani, Andrea Carella, Francesco Coco, Alessia Coraddu, Enrico Falla, Enrico Lippo, Caterina Lodi, Samuel Monti, Vinicio Zanetti |


