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Con la caduta del Governo Berlusconi abbiamo assistito alla nomina di un nuovo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e delle Ricerca, il professor Francesco Profumo, già Rettore del Politecnico di Torino. A fronte di una nomina di alta competenza nel settore universitario, in forte discontinuità con il passato, sono mancati però segnali ed interventi di una precisa scelta di campo, che si sostanzia in investimenti nell’istruzione superiore e nel diritto allo studio. Gli ultimi anni infatti sono stati caratterizzati dai disastri del Ministro Gelmini, dai tagli pesantissimi agli Atenei e dal ridimensionamento del diritto allo studio, passando per la finta riforma universitaria che non fa altro che peggiorare la situazione degli Atenei italiani.

Per quanto riguarda il diritto allo studio, i dati parlano chiaro: in Italia, non tutti gli aventi diritto riescono a ricevere la borsa di studio. Una palese discriminazione che investe ogni anno non meno del 14% degli aventi diritto, con dei picchi che hanno sfiorato il 30% negli anni di Berlusconi e della Gelmini. Nella nostra Regione inoltre, dopo quattro anni di copertura totale, nell’anno accademico 2011-2012 si è registrata una copertura del 96%, che riuscirà ad arrivare al 100% solo grazie ad un finanziamento ad hoc dei singoli Atenei.

Nelle elezioni universitarie del 2010, siamo tornati come Giovani Democratici di Bologna ad eleggere un rappresentante nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU). Il nostro rappresentante è iscritto all’interno del gruppo UDU- RUN- Liste di Sinistra, la “casa” del centrosinistra al CNSU. Il lavoro comune a livello nazionale pensiamo debba essere da stimolo anche nel nostro territorio e che tale base di lavoro possa essere funzionale ad un accordo fra le forze politiche e le associazioni universitarie che si iscrivono nell’ambito del centrosinistra anche nelle prossime elezioni universitarie di Ateneo del 2013.

Noi pensiamo infatti che la rappresentanza studentesca, ulteriormente penalizzata dalla riforma Gelmini, possa essere davvero utile agli studenti se tutte le forze di sinistra nel nostro Ateneo collaboreranno costantemente tra di loro, attraverso una piattaforma politica comune, per contrastare lo strapotere delle forze di centro destra, che purtroppo già nelle rappresentanze studentesche sono guidate da uno spirito di interessi.

Nel nostro territorio in questi anni ci siamo battuti per il concetto più ampio possibile di Cittadinanza Studentesca, in quanto pensiamo che lo studente dell’Università di Bologna debba essere considerato un cittadino a tutti gli effetti, anche se “studente fuorisede”. Non pensiamo quindi agli studenti solo come fruitori di servizi, ma crediamo debbano avere un ruolo attivo anche nelle scelte che vengono fatte dall’università e dall’amministrazione comunale. Gli studenti non possono essere un problema per questa città, cosi come non possono essere considerati solo una risorsa economica da sfruttare, come invece in parte ha messo in evidenza lo studio di qualche anno fa promosso dall’Alma Mater, in cui si sottolineava l’importanza, anche economica, degli studenti fuorisede in questa città. Fin dall’inizio del mandato del nuovo sindaco, l’amministrazione comunale e i vertici dell’università hanno aperto un tavolo di confronto e concertazione periodico per condividere le scelte da fare.

Noi chiediamo un maggior coinvolgimento nei progetti futuri delle associazioni studentesche rappresentanti degli studenti nel Consiglio degli studenti dell’Ateneo. Come a livello nazionale, anche qui il problema del diritto allo studio ha per noi la priorità: a tutti deve essere garantita la possibilità di studiare, in particolare agli studenti che non avrebbero i mezzi economici per farlo. La nostra università si deve quindi caratterizzare per non avere neanche uno studente che faccia parte della categoria degli idonei non assegnatari di borse di studio e anzi si deve impegnare maggiormente, anche in un periodo di ristrettezze economiche come questo, per allargare la base di chi riceve la borsa di studio e le agevolazioni economiche.

Crediamo infatti in un sistema di tassazione più equo e per questo continuiamo a batterci per l’introduzione del sistema di fasciazione per tutti gli studenti, e affinché gli studenti che non raggiungono il numero di crediti per mantenere la borsa di studio non passino alla tassazione totale ma siano solo “penalizzati”.

Crediamo inoltre nel ruolo fondamentale della ricerca scientifica ed anche per questo abbiamo combattuto e manifestato contro la legge Gelmini, che l’ha mortifica se non quasi eliminata. Crediamo nell’internazionalizzazione ed è sicuramente un ottimo esempio quello dell’università di Bologna, una delle più “internazionali” d’Italia sia nella mobilità degli studenti che dei docenti. Sarebbe importante inoltre che l’Erasmus diventasse sostanzialmente obbligatorio per gli studenti (senza oneri economici per lo studente che parte), perché sono proprio le esperienze di questo tipo che permettono ad ognuno di noi di crescere e formarsi. Crediamo nell’orientamento all’università e per questo ci siamo impegnati per organizzare iniziative come quella primaverile a San Giovanni in Persiceto, con gli studenti dell’ultimo anno delle scuole in procinto di scegliere il loro percorso di studi. L’orientamento per lo studente diventa fondamentale anche in uscita e in questo ambito i passi da fare sono ancora molti e il distacco del mondo produttivo del lavoro da quello universitario rimane tangibile e tocca negativamente ogni ragazza e ragazzo alla fine del suo percorso di studi. In un momento come questo, di crisi economica e di grande disoccupazione giovanile, uno stretto rapporto tra università e mondo delle imprese potrebbe servire agli studenti a trovare più facilmente un lavoro.

In questi anni tutte nostre le nostre battaglie le abbiamo fatte sostenendo l’attività della Sinistra Universitaria. Di questo andiamo fieri anche per l’importante lavoro che questa associazione ha fatto all’università ed anche per questo sosteniamo convintamene la nascita di una nuova associazione studentesca, la Rete Universitaria Nazionale (RUN), nella quale Sinistra Universitaria sta confluendo. La RUN sarà per noi un interlocutore privilegiato, un’associazione con la quale confrontarsi costantemente e quotidianamente, sempre nel rispetto dell’autonomia delle nostre organizzazioni.